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La raccolta differenziata della memoria @ Area XX1, in via Aquilonia 61 - Roma
18 Mag 2026
BAM
La raccolta differenziata della memoria @ Area XX1, in via Aquilonia 61 - Roma

Resoconto dello Spettacolo: "La raccolta differenziata della memoria" Lunedì sera abbiamo assistito ad uno spettacolo che si può senz'altro definire un'operazione di archeologia del pensiero e di educazione civica della memoria. Il titolo dato dalla compagnia voci nel Deserto alla rappresentazione è già di per sé emblematico: La raccolta differenziata della memoria, metafora di un'epoca sovraccarica di informazioni ma priva di memoria storica.

Gli attori in scena non interpretano dei personaggi nella maniera tradizionale, ma si fanno portavoce e interpreti di testi scritti nel passato da intellettuali, giornalisti, politici, scrittori e scienziati.
La messinscena è veramente suggestiva: all'interno di un vasto locale posto al piano interrato di un edificio moderno è stato allestito un ipnotico labirinto, costituito da numerose piccole stanze, ognuna di esse caratterizzata da un arredamento differente e abitata da un diverso interprete. Un menestrello accompagna il pubblico nei diversi ambienti e tesse con i suoi brani cantati una trama di raccordo tra i diversi "capitoli" del percorso.
In questo modo prende vita, nel passaggio tra le diverse stanze-contenitore, un cortocircuito temporale allo stesso tempo straniante e rivelatorio: ogni testo viene letto senza che lo spettatore sappia immediatamente chi lo ha scritto o in che periodo storico, e solo alla fine di ogni blocco vengono svelati gli autori (che spaziano da Prezzolini a Gramsci, da Gaber a Flaiano, fino a figure storiche dell'Ottocento o del primo Novecento).
L'effetto dirompente che si ottiene è la costante sensazione di sconcerto vissuta dallo spettatore, il quale si torva davanti a considerazioni che sembrano commentare la cronaca politica, sociale ed economica attuale, per poi scoprire che sono state scritte decenni fa (quando addirittura non secoli...!).
Lo spettacolo si conclude con la rievocazione dell' iconica sfuriata di Howard Beale nel film Quinto Potere di Sidney Lumet, che genera negli spettatori (invitati ad urlare in prima persona il loro disappunto di fronte alla manipolazione dell'informazione, e attraverso di essa della stessa realtà) una sensazione catartica e liberatoria.
Lo spettacolo può essere considerato alla stregua di un itinerario attraverso le contraddizioni della società occidentale, e le tematiche principali che vengono affrontate sono lo svuotamento di senso degli ideali democratici, la manipolazione mediatica, la distrazione di massa e la superficialità del dibattito pubblico.
Il ritmo è incalzante, e tra un quadro e l'altro non ci sono tempi morti: la recitazione delle Voci nel Deserto è lucida, ironica e a tratti rabbiosa.
L'uso delle luci, violacee e soffuse, taglia lo spazio isolando i corpi e amplificando il senso di solitudine di queste "voci" che parlano in un deserto di attenzione.
in definitiva, La raccolta differenziata della memoria non vuole essere solo uno spettacolo teatrale, ma ambisce ad essere un innesco per il risveglio delle coscienze. BAM